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Bio-Urbanistica e Bio-Edilizia

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Il carattere di sostenibilità degli interventi edilizi non è disgiungibile dall’assunzione di tale requisito come elemento fondante in fase di progetto urbanistico. E’ in fase di pianificazione urbanistica che occorre, infatti, attraverso valutazioni scientifiche pluridisciplinari e ponderate scelte politiche , individuare e assumere come imprescindibile riferimento, per garantire sostenibilità agli interventi intersecanti gli assetti territoriali , i limiti da non oltrepassare, gli autentici bisogni sociali, privati e collettivi, a cui dare risposta, le strategie di contenimento dell’occupazione dei suoli a cui attenersi, le vocazioni territoriali e i fattori di vulnerabilità da rispettare, le risorse naturali, storico-architettoniche e paesaggistiche da tutelare, i requisiti qualitativi, energetici e di corretto orientamento bioclimatico su cui plasmare il progetto dei contenitori edilizi.

 

La dimensione etica del progetto urbanistico ed edilizio richiede che un armonico e vitale equilibrio dell’ambiente e una sostanziale qualità bioecologica delle case e dei luoghi di lavoro siano valori da perseguire prioritariamente, senza disuguaglianze sociali e discriminazioni territoriali, nella salvaguardia sostanziale delle risorse primarie per gli uomini di oggi e per quelli del futuro.
E’ da ricondurre al ruolo delle istituzioni pubbliche il compito di guidare, innanzitutto con l’esempio, l’edilizia e l’urbanistica al raggiungimento di requisiti di armonica integrazione con gli assetti naturali e con la bellezza spontanea dei luoghi, di ottimale rispondenza alle esigenze vitali dell’uomo, di rispondenza all’obiettivo di non sprecare, pregiudicare, utilizzare in modo non equo, le risorse naturali primarie che la terra offre agli uomini.

La bioedilizia non è da considerarsi settore specialistico della progettazione e della realizzazione di edifici ma innanzitutto inderogabile approccio etico e impegno scientifico volti a riconquistare per tutto il patrimonio edilizio, anche attraverso le innovazioni che l’attuale progresso tecnologico consente, piena salubrità , piena rispondenza ai bisogni materiali e spirituali della vita, un’attitudine sostanziale a consentire limitati consumi energetici e l’uso intelligente di fonti energetiche rinnovabili, il dipanarsi di caratteri architettonici e paesaggistici non conflittuali con gli equilibri paesaggistici di insieme.

 

L’espansione edilizia e il conseguente consumo ulteriore di territorio costituiscono incalzante fattore pressoché irreversibile di insostenibilità e non possono pertanto progredire, con l’intensità quantitativa e i ritmi attuali, ma devono essere rigorosamente limitati alle situazioni di reale e non altrimenti soddisfacibile necessità. La casa deve essere la risposta intelligente e saggia a reali e primari bisogni dell’uomo e non lo strumento per aggressive e prevaricanti strategie affaristiche scollegate da tali bisogni. In quest’ ottica si configura come nitida impronta di sostenibilità e strategia urbanistica basilare l’opzione prioritaria di riqualificare, rifunzionalizzare, e dove necessario sostituire il patrimonio edilizio esistente.

 

All’impegno civile per la tutela dell’ambiente, del paesaggio, del patrimonio storico-architettonico, in sintonia per quanto possibile con i principi e gli orientamenti sopra esposti, è fortemente ispirata l’attività tecnico-professionale dello S.T.A. “BIO-ARCHITETTURA-UNO fin dagli anno ’80. Sono state tappe determinanti per formare e consolidare tale approccio, in aggiunta alle sensibilità personali dei componenti dello Studio, il formarsi di una diretta conoscenza del patrimonio storico-architettonico diffuso attraverso il censimento dei beni storico architettonici di una vasta parte dell’Appennino Modenese, compiuto per conto dell’Amministrazione Provinciale a metà degli anni ’80 e sfociato in una corposa pubblicazione, e il progetto intercomunale di recupero e valorizzazione del torrente Tiepido, redatto anch’esso per conto dell’Amministrazione Provinciale di Modena nella seconda metà degli anni ’80.

Lo svolgersi dell’attività dello Studio principalmente incentrata, fin da allora, nel campo del recupero e della riqualificazione degli edifici esistenti più che nel settore delle nuove costruzioni, e l’adozione, nella progettazione e nella direzione lavori, il più possibile e con tenacia, di principi e criteri di bioedilizia, hanno permesso di concretizzare il desiderio di procedere con “orme leggere” cercando di evitare inutili sprechi di energia e di risorse, cercando di non soffocare la bellezza dei luoghi ma di sostenerla e mantenerne la vitalità, cercando incessantemente di perseguire l’obiettivo di conferire agli edifici avuti in cura confortevolezza, solidità, manutenzionabilità, piena salubrità e limitate esigenze energetiche.